Rosacroce

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Le Iniziazioni di Christian Rosenkreutz

L’iniziazione suprema come Cavaliere della Pietra d’Oro viene descritta nelle Nozze Chimiche, publicate nel 1616. In quella incarnazione, egli fu il primo a ricevere una copia dell’Io di Gesù Cristo dal calice del Santo Graal e per questo divenne “Cristiano Rosacroce”.

Come riassunto da Virginia Sease:

La prima iniziazione di Lazzaro è avvenuta dalle forze del corpo eterico; la seconda iniziazione del giovane portò ad una tale purificazione del corpo astrale che come risultato tutta la cenere presente nel corpo fisico come risultato della Caduta dell’Uomo; e ora la terza iniziazione ha luogo… In questa iniziazione, Christian Rosenkreutz è il primo ad essere dotato dell’Io del Cristo dal calice del Santo Graal. Prima vi è la penetrazione del corpo eterico da parte del Cristo e dunque la penetrazione del corpo astrale da parte del Cristo. Nella sua terza iniziazione, Christian Rosenkreutz riceve l’Io del Cristo stesso.

L’individualità di Christian Rosenkreutz venne iniziata in tre diverse incarnazioni a tre diversi Gradi: il primo grado lo ricevette come Lazzaro quando fu resuscitato dal Cristo Gesù così che il suo corpo eterico fu pervaso dalle forze vitali solari del Cristo. Il secondo grado lo ricevette come il giovane cataro del XIII° secolo in cui i 12 Mistici infusero tutta la saggezza dell’umanità entro il corpo astrale, così che tutto il residuo (le ceneri) della Caduta dell’Uomo vennero rimosse dal suo corpo fisico. Infine si incarna nel 1378, l’incarnazione in cui diverrà noto proprio col nome iniziatico di Christian Rosenkreutz, ovvero Cristiano Rosacroce, colui che riceve in sé il Cristo avendo fatto fiorire le rose sulla croce. Fu così che il giovane uomo nel 1459, dopo viaggia negli antichi centri dei Misteri di tutto il Mediterraneo, sperimenta il Cristo nell’Eterico, a Damasco, così come il fantoma restaurato. Al suo ritorno in Europa, riversa tutta l’antica saggezza dei Misteri nella corrente europea del cristianesimo, e raggiunti gli 81 anni viene iniziato da Mani, il più alto messaggero del Cristo, conferendogli una copia dell’Io del Cristo sgorgata dal calice del Santo Graal. Questa iniziazione a “Cavaliere della Pietra d’Oro” viene raccontata immaginativamente nelle sue Nozze Alchemiche.  Nella prima iniziazione, il Cristo vive nel corpo eterico, nella seconda, nel corpo astrale e infine nella terza, nel suo Io.

Le regole dei Rosacroce

Nel primo Manifesto, la Fama Fraternitatis (1614) si trovano indicate le regole dell’Ordine Rosacroce:

Convennero di comune accordo su questi punti:

  1. Non avrebbero esercitato altra professione che quella di curare i malati, e ciò gratuitamente.
  2. Non avrebbero indossato alcun abito particolare, imposto dalla Confraternita, ma il costume del paese.
  3. Ogni anno, nel giorno C., si sarebbero incontrati nella Casa dello Spirito Santo, o avrebbero comunicato la causa della loro assenza.
  4. Ogni fratello avrebbe scelto una persona degna che, dopo la sua morte, potesse succedergli.
  5. La parola Rosacroce sarebbe stata il loro unico suggello e segno distintivo.
  6. La Confraternita sarebbe rimasta segreta per cento anni.

Questi sono i segni dei veri Rosacroce:

  1. I veri Rosacroce sono dunque terapeuti, sia nel senso più comune, essendo sono medici e guaritori, sia, in senso in più elevato, poiché con la loro azione sanano la lacerazione tra la Natura e l’uomo, l’uomo e Dio. Si tratta della Medicina Universale, il V.I.T.R.I.O.L.V.M. I veri Rosacroce non disprezzano la materia, anzi sanno che nei recessi più profondi dell’abisso si accede alle altezze più vertiginose, tanto che la loro missione era la redenzione della Materia.
  2. Adottano i costumi del paese dove abitano in quanto non dovranno essere riconosciuti da segni esteriori bensì da segni occulti, nei rientravano anche i segni comunicati nelle cerimonie di iniziazione. Avevano dunque una chiara coscienza di che era sacro e che praticavano nei sacri recinti del Tempio e ciò che di questa sacralità potevano praticare nel mondo al fine di redimerlo.
  3. I veri Rosacroce sono pienamente inseriti nel Cristianesimo che, esteriormente sarà la religione del paese dove mettono in atto la propria azione terapeutica, mentre interiormente sarà il Cristianesimo Esoterico ovvero la sintesi di tutte le religioni esistenti, nonché la fonte vivente dalla quale traggono i principi spirituali. Il giorno C. è il girono del Corpus Christi ovvero il giovedì dopo la domenica della Solennità della Santissima Trinità che a sua volta è la domenica dopo la Pentecoste, la Festa dello Spirito Santo. Il Rosicrucianesimo è una forma libera di Scienza dello Spirito, ispirata dallo Spirito Santo. Il Tempio dei Rosacroce è la Casa dello Spirito Santo.
  4. Ogni Fratello deve iniziare un suo successore, in questo modo viene perpetuata una tradizione, la quale può continuare ad agire nel corso del tempo e nelle varie nazioni. I Rosacroce erano chiamati anche “Teosofi”, secondo la dottrina di Jacob Boehme, così come “Filosofi”: il Teosofo ricercava la Saggezza Divina, il Filosofo era divenuto un amante della Sofia, la dea della Saggezza, la Venere rinata.
  5. La parola “Rosacroce” è in se stessa un segno, un simbolo di profonda meditazione che quanto penetrato, permette di accedere alle realtà del mondi sovrasensibili.
  6. Il ritmo delle azioni dei veri Rosacroce è quello dei 100–120 anni, in cui un’azione occulta compiuta oggi nel segno della Rosacroce ha la sua eco esteriore nella storia solo 120 anni dopo, così come per 120 anni è rimasta occulta la Volta che conteneva il corpo intatto Christian Rosenkreutz. La Volta di Christian Rosenkreutz contiene tutto il santuario simbolico della tradizione Rosacroce, comprendendo alchimia, astrologia e cabala.

La Scienza Goethiana

Goethe è una tra le più note personalità che operò nell’impulso Rosicruciano, essendo egli stesso Iniziato. Steiner curò la collezione degli scritti scientifici di Goethe e pubblicò come tesi di dottorato una dissertazione sul loro valore epistemologico, in particolare legata alla fenomenologia contrapposta a quello che era allora il positivismo. Dove il positivismo afferma che l’uomo, in quanto osservatore, debba sottrarsi dall’esperimento per esperire un fenomeno nella sua realtà, la fenomenologia afferma che l’uomo, in quanto osservatore, è parte della realtà tanto dell’esperimento che del fenomeno. In sostanza Goethe nobilita l’elemento umano che dunque ritorna prepotentemente a far parte di un insieme che costituisce la realtà del mondo. Dunque la “Scienza Goethiana” è un approccio fenomenologico che comprende il fenomeno naturale unitamente al fenomeno umano, così che quello che viene suscitato interiormente nell’anima dell’uomo  è parte stessa del fenomeno. In questo modo l’opera di Steiner si ricollega all’opera di Goethe dimostrando che come il capello non esiste senza cuoio capelluto, la pianta non esiste senza radici ben piantate nel terreno e dunque la Natura, con tutti i suoi fenomeni, non esiste senza l’uomo.

Questo approccio scaturisce dalla sorgente dei Misteri della Rosacroce, essendo l’unico capace di riconciliare le Scienze Umane con le Scienze Naturali. La Scienza Goethiana  permette di passare dalla rappresentazione, il pensiero riflesso delle scienze materialistiche, a quella che è il pensare vivente, il primo passo verso le realtà sovrasensibili, e dunque la precondizione per una vera Scienza dello Spirito, con i suoi stadi di Immaginazione, Ispirazione e Intuizione. È così che la via Rosicruciana permette di penetrare nel santuario della “Coscienza dell’Uomo” ovvero l’Antroposofia. Questa via Rosicruciana-Antroposofica è aperta a tutti gli Uomini di Buona Volontà, ovvero a tutti coloro che vogliano sviluppare le proprie facoltà interiori dallo stato latente a quello attivo.

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