Interpretazione Cabalistica della Vetrata Rossa del Primo Goetheanum

Cabala e Antroposofia

Condivido qui un capitolo del libro Cabala e Antroposofia che esemplifica il modo in cui si possa esprime l’accordo tra Cabala ermetica e Antroposofia.

La Grande Cupola del Primo Goetheanum aveva una serie di finestre colorate che, partendo da ovest con la Vetrata Rossa, procedevano a poi con una coppia di vetrate a Nord e Sud: le Vetrate Verdi, Blu, Viola e Rosa. Dopo l’incendio del Goetheanum, le vetrate furono poi ricreate e adattate per la Sala Grande del Secondo Goetheanum.

Le vetrate mostrano il percorso iniziatico dalla soglia fino al mondo spirituale, secondo una serie di stadi che corrispondono alla visione dei mondi sovrasensibili: il Mondo Eterico, poi del Mondo Astrale, del Devachan Interiore e infine del Devachan Superiore e dunque secondo Immaginazione nella Forma, che corrisponde al regno dello Spirito Santo; all’Ispirazione nella Vita, il regno del Figlio e infine l’Intuizione nella Coscienza, il regno del Padre.

Al fine della comparazione di Cabala e Antroposofia, è la prima Vetrata, la vetrata Rossa della Soglia dei mondi sovrasensibili, che ci indica la consonanza e continuità tra gli Antichi Misteri della Cabala e i Nuovi Misteri dell’Antroposofia.

Se sovrapponiamo l’Albero della Vita alla Vetrata Rossa, si disvela alla visone una evidente composizione cabalistica, in cui sono tuttavia ravvisabili diverse possibili associazioni, che terremo in considerazione nella descrizione. Descriveremo solo questa emblematica vetrata poiché il motivo è evidente ma anche nelle altre vi sono ovviamente dei riferimenti a quanto abbiamo finora esposto.

Le Sephiroth sono numerate con i numeri arabi. Ricordiamoci sempre che l’Albero della Vita, essendo un meta-sistema, si presta a molteplici interpretazioni a diversi livelli che coesistono contemporaneamente e possono essere distinti se si prendono in considerazione i vari mondi in cui le Sephiroth si manifestano.

Cominciamo dalla Vetrata Centrale, il cui motto è: “Io sto contemplando”, il volto che ci viene incontro da ovest è l’Iniziato che ha intorno al viso tutte le forze cosmiche. Ciò significa che i suoi sensi, concentrati nella testa, sono ora rivolti al mondo dello spirito dove egli può contemplare il divenire dell’uomo e del Cosmo. L’intera passata evoluzione dell’uomo e del Cosmo, dall’Antico Saturno alla Terra è riassunta nella testa e quindi nel Volto.

Il Triangolo Superno è qui composto da Saturno, Sole e Luna:

  1. Kether = Saturno. Nell’Antico Saturno, come abbiamo precedentemente descritto, si separano i Pianeti Esterni, Plutone, Nettuno, Urano e infine Saturno, tutti posti nelle rispettive Sephiroth (1, 2, 3, 11). Saturno è posto in alto e simboleggia, nel luogo del Chakra della Corona (Kether), collegato a Saturno. È il limite del cosmo e anche quello dell’evoluzione dell’attuale cosmo, oltre il quale vi è la Mezzanotte Cosmica, in cui un Io ridiscende dai mondi spirituali al mondo fisico in incarnazione;
  2. Chokmah = Sole. I raggi concentrici indica la corrente del futuro. L’Angelo del Sole sorregge con le mani la seconda metà della doppia spirale che si dispiega nel Terzo Occhio del Volto centrale. È l’Angelo del Libero Arbitrio che conduce alla creazione del nuovo, potremmo identificarlo con la Yod e quindi Abba Elohim, il Padre Superno. Il Sole simboleggia anche le forze spirituali che si dispiegano nel Tempo, a cui Steiner associava la forma ondulatoria, nel momento in cui si percepiva il Sole sovrasensibilmente. Tuttavia, invece che essere un tempo fisico, consiste nella realtà spirituale della metamorfosi;
  3. Binah = Luna. I raggi diritti indicano la corrente del passato, del Karma, che impone sull’anima le leggi della compensazione delle azioni passate. Steiner attribuiva i raggi diritti alla Luna percepita sovrasensibilmente. L’Angelo della Luna guarda verso la prima parte della vetrata, dove l’uomo ancora deve affrontare il Guardiano della Soglia e dunque ancora  discendere nell’interno della Terra e di se stesso per affrontare il Karma. La luce della Luna simboleggia le forze spirituali che si dispiegano nello spazio. L’Angelo della Luna può essere identificato con Aima Elohim, la Madre Superna.

Passiamo poi a Daath (11) che si forma all’incontro delle forze di Chokmah e Binah. È collegato a Giove, la successiva Sephiroth in Daath, essendo la visione eterica del Futuro Giove. Si sovrappone al Chakra del Terzo Occhio a due petali, la vista spirituale. I due petali sono anche le due correnti del Futuro Solare e del Passato Lunare, unione del maschile e femminile. La forma delle spirali ha in sé anche il simbolo della Svastica, antico simbolo indiano, attribuito anche a Kether, e che indica il Guardiano della Soglia, essendo impresso anche sul sigillo del Dramma Mistero dal titolo corrispondente.

Il Fiore di Loto del Terzo Occhio si può aprire nel momento in cui l’uomo va incontro al suo destino in piena coscienza dell’Io, al contempo esercitando il libero arbitrio nel momento cruciale. In questo modo il karma passato viene trasmutato dalla corrente del futuro che entra per mezzo della libera scelta, collegandosi alla realtà dell’Eterno Presente dell’Io e del Cristo. Il primo passo di questa fioritura del Loto a due petali è il pensare puro.

Passiamo poi al Triangolo Etico o Eterico con Chesed, Geburah e Tiphareth (4, 5 e 6). Essendo il Triangolo Etico, il motivo generale è quello del dominio degli impulsi più bassi:

  1. Chesed = Toro. È uno dei quattro Viventi, posto al lato sinistro sulla colonna Jakin, della Forza che si specchia nel Leone in Geburah. Steiner indica una corrispondenza occulta tra il Toro e Lucifero, dunque qui possiamo vedere come Lucifero corrisponda alla colonna Jakin. Il Toro irredento rappresenta i desideri sensuali, è qui nella sua forma celeste come forze astrali redente, quindi Lucifero redento. Dal punto di vista iconografico, è un riferimento agli Evangelisti, Luca che ha vinto la tentazione nell’astrale viene talvolta mostrato con il Toro che gli sussurra all’orecchio.;
  2. Geburah = Leone. È il Vivente posto sulla colonna Boaz, la Forma, che si specchia nel Toro di Chesed. Il Leone irredento rappresenta i desideri di potere. Come nell’Arcano della Forza, sono le forze eteriche, nella sua forma celeste rappresenta la redenzione di Ahriman.
  3. Tiphareth = Volto dell’Iniziato. Si ricorderà che uno dei Titoli di Tiphareth è il Volto Minore o Microprosopo. Le sue parti sono comprese nell’Esagramma formato da Daath a Yesod, che nella Vetrata Rossa sono il Chakra del Terzo Occhio ed il Chakra della Laringe. Il fatto che Tiphareth occupi la posizione centrale, come il Sole nell’arrangiamento dei sette Pianeti nell’Esagramma, indica che è tutt’uno con il Volto dell’Iniziato. Il Volto è in forma di Tau, l’antica forma della croce che è anche la Parola Creatrice ed al contempo forma anche una Colomba che ascende. Tale Volto richiama contemporaneamente anche Michael, il Volto del Cristo, nonché il volto del Rappresentante dell’Umanità scolpito da Steiner ed Edith Maryon. A conferma di ciò, nella disposizione originaria del Primo Goetheanum, il Volto dell’Iniziato posto a ovest all’ingresso della Grande Cupola, avrebbe guardato direttamente al volto del Rappresentante dell’Umanità posto all’estremo est della Piccola Cupola. Al centro nel raccordo delle due cupole vi sarebbe stata un ulteriore gruppo scultoreo di Michael.

Passiamo ora al Triangolo Astrale composto da Netzach, Hod e Yesod (7, 8 e 9).

  1. Netzach = Astrale. La luce ondulatoria, collegata alle Virtù,  discende nella colonna Jakin. Il Toro rappresenta le forze cosmiche dello Spirito Santo, che muovono il cosmo intero. In senso più fisico rappresenta anche il corpo maschile, disceso dagli Uomini-Toro della Lemuria;
  2. Hod = Eterico. La luce ondulatoria delle Virtù discende nella colonna Boaz. Il Leone rappresenta le forze dei Troni che hanno creato il corpo fisico dell’uomo e dunque il mondo fisico. In senso più fisico, il Leone rappresenta il corpo femminile, in quanto è dagli Uomini-Leone della Lemuria che discesero le donne. La coppia Toro-Leone con le onde che si propagano verso il basso e l’alto, come fossero capelli, rappresentano l’udito spirituale;
  3. Yesod = Chakra della Laringe. È il Loto a sedici petali di cui solo otto sono oggi sviluppati e che l’uomo è chiamato a sviluppare per mezzo delle qualità enunciate dal Cristo nelle Beatitudini, l’Ottuplice Sentiero del Buddha nonché dall’apertura mentale (il 5° esercizio fondamentale di Steiner). È collegato a Marte, il limite dell’orbita dell’Antica Luna, ed è la voce che non ferisce, ma crea con la Parola Creatrice, la carne divenuta Parola.

Infine se scendiamo nella parte bassa della vetrata, abbiamo Malkuth, la Terra, in cui viene mostrata la lotta tra Michael e  il drago Ahriman: infatti è solo nell’incarnazione terrestre che l’uomo si trova al centro del campo di battaglia tra Lucifero e Ahriman ed è solo per mezzo dell’accoglimento dell’aiuto di Michael e del pensare cosmico che l’uomo può sperare di redimere Ahriman. Il Drago e la Colomba formata dal Volto vanno a completare il Tetramorfo dei quattro Viventi, essendo la forma decaduta dell’Aquila-Scorpione. mentre il Volto dell’Iniziato è l’Uomo, affiancato da Toro e Leone.

Qui si conclude la metà cabalistica della spiegazione della Vetrata, che corrisponde anche angli Antichi Misteri, alla luce dei Nuovi grazie all’Antroposofia. Passiamo ora alle due vetrari laterali a cui è stato sovrapposta la catena settenaria dell’evoluzione planetaria:. Il settenario è numerato con i numeri romani.

Questa immagine del settenario è legata alle rivelazioni del Rosicrucianesimo e dell’Antroposofia e completa in senso evolutivo  umano e cosmico ciò che prima abbiamo visto sotto la lente cabalistica dell’Albero della Vita.

La prima vetrata a sinistra si intitola “Esso si manifesta”, come la vita di colui che si accinge a percorrere il sentiero esoterico:

  1. Il primo stadio è quello del profano, la figura che si accinge a guardare nel crepaccio sulla montagna. Il movimento di lettura è dall’alto verso il basso. La montagna è la Terra e al suo interno vi sono le sue viscere, che sono anche quello che, all’inizio del cammino esoterico, è l’inconscio. Equivale alla coscienza di sonno dell’Antico Saturno, Tamas dei Guna indiani;
  2. Nel secondo stadio il discepolo discende nelle viscere della Terra e incontra le tre Bestie, le tre Fiere di Dante, le stesse che Steiner descrive nelle lezioni della Prima Classe: Dubbio, l’ombra del pensiero (l’uccello a sinistra); Odio, l’ombra della volontà (il mostro senza occhi e bocca al centro); Paura l’ombra del sentimento (la testa che è solo sensi). Questi sono nella stessa configurazione di Saturno in alto al centro (Volere), Sole a destra (Sentire) e Luna a sinistra (Pensare) che si ritrova poi nel Triangolo superno della successiva vetrata. Equivale allo stato di sonno dell’Antico Sole, il Rajas indiano;
  3. Nel terzo stadio, così come è stato posto graficamente, l’iniziato esce dalla sua condizione di profanità ed ignoranza ed entra appieno nel mondo spirituale che abbiamo descritto precedentemente nell’Albero della Vita sovrapposto alla vetrata centrale. Equivale allo stadio di sogno dell’Antica Luna, il Sattwa indiano.

La vetrata centrale “Io contemplo”:

  1. Qui si svolge tutto ciò che abbiamo descritto nella vetrata centrale “Io contemplo”: il movimento di lettura è dall’alto al basso. Partendo dall’alto, da Saturno (Kether) si giunge alla Terra (Malkuth) e quando l’uomo risulta trionfante, prima su Lucifero e poi su Ahriman, allora può ascendere alla terza vetrata il cui movimento di lettura va dal basso verso l’alto. Equivale allo stadio di veglia della Terra, e la coscienza dell’Io.

Infine, la vetrata a destra, “Esso si è manifestato”, mostra il motivo della Scala di Giacobbe, l’ascesa ai mondi spirituali:

  1. Il quinto stadio corrisponde al superamento progressivo del Male, ovvero delle tre Bestie, che qui soccombono nella parte bassa della vetrata. I Primi due Angeli che si danno le mani sono il superamento del Pensare materialistico e quindi del Dubbio, la Bestia della Luna. Il Dubbio diviene Saggezza-Verità. È l’Immaginazione del Futuro Giove, l’uomo è ora una Angelo che dà la mano all’Angelo Custode.
  2. Il sesto stadio corrisponde al superamento della Bestia del Sole, l’Odio che diviene Bellezza. È l’Ispirazione della Futura Venere, l’uomo è ora un Arcangelo e dà la mano ad un altro Arcangelo.
  3. VII.Il settimo stadio corrisponde al superamento della Bestia di Saturno, la Paura che diviene Forza-Bontà. È l’Intuizione del Futuro Vulcano, l’uomo ora è un Archai e da questi viene sospinto sulla cima più alta della montagna che prima aveva disceso, esplorandone gli Abissi. L’uomo è ora completo e può guardare alla sua origine e meta, il Sole Spirituale.

L’evoluzione spirituale dell’uomo si è così manifestata. Nella vetrata Rossa, come abbiamo visto, è riassunta tutta l’evoluzione dell’uomo e dello Cosmo, ed essa, ancora una volta è in consonanza tra i principi degli Antichi Misteri della Cabala ed i Nuovi Misteri dell’Antroposofia.

Per coloro che vogliano approfondire ulteriormente questo studio comparativo, possono vedere il libro Cabala e Antroposofia

Nonché l’articolo Cabala e Antroposofia: un confronto

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3 risposte a "Interpretazione Cabalistica della Vetrata Rossa del Primo Goetheanum"

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